villa matarazzo

L’importante storia
di una location unica
e del suo territorio

Relais Villa Matarazzo si trova a Fanano, sulle colline marchigiane a due passi da San Giovanni in Marignano ed affacciata sul mare Adriatico. Al centro di queste terre ricche di tradizioni, cultura e di una storia medievale densa di importanti avvenimenti.

Di fronte si può ammirare il bellissimo Castello di Gradara, teatro delle vicende amorose di Paolo e Francesca narrate da Dante Alighieri nel V° canto
dell’Inferno. Inserita nello splendido scenario naturale di un parco di 30.000 mq, domina dall’alto l’intera riviera romagnola. Nelle giornate più limpide è possibile godere di un panorama veramente unico che va da Ravenna alla vicinissima Gradara. Verso l’entroterra la suggestiva vista del Monte Carpegna e del Monte Titano, l’inconfondibile sagoma della Repubblica di San Marino.

villa matarazzo

Una storia che dal Medioevo arriva fino ai giorni nostri

Le prime notizie sulla Villa risalgono al Medioevo, quando si racconta che ospitò un convento di suore di clausura.

Nel 1881 Francesco Antonio Maria Matarazzo, Conte Matarazzo, un imprenditore proveniente da Napoli emigra in Brasile in cerca di fortuna oltreoceano. La buona sorte gli arride: diventa un ricchissimo proprietario terriero prima, industriale conserviero poi, ed infine immobiliarista di interi quartieri di città brasiliane. Siamo negli anni ‘20, il figlio Edoardo, divide vita ed interessi tra Roma ed il Brasile. Durante il fascismo, il padre Francesco Matarazzo aderisce alla filosofia del partiro da grande ammiratore qual’era di Mussolini e viene insignito tra l’altro della medaglia d’oro di benemerenza dell’Opera nazionale Balilla e della Tessera d’onore fascista. Anche il suo titolo di Conte (concesso dal re d’Italia nel 1917 come riconoscimento dei servizi e opere offerte durante la Prima Guerra Mondiale) è trasformato in nomina ereditaria nel 1926, durante il governo Mussolini.

villa matarazzo

Negli anni ‘30 il figlio Edoardo sposa Bianca Troise, figlia dell’allora Governatore della Banca d’Italia. Attratta dalla bellezza di Fanano, la coppia acquista la casa di proprietà del decaduto nobile pesarese Sante Cinelli, per trascorrervi le vacanze estive e che successivamente diverrà la loro dimora fino alla scomparsa del Conte avvenuta nel 1958. Testimonianze orali raccolte dagli abitanti di Fanano ricordano la coppia come bella, ricca e generosa, al punto tale che l’intero paese gravitava economicamente intorno a Villa Matarazzo: dai muratori, ai cuochi, alle cameriere, agli autisti, ai giardinieri ecc…

 

Successivamente Villa Matarazzo, caduta nell’oblio e nel degrado, è stata riportata a nuova vita negli anni ‘90 con grande amore e passione dalla famiglia Ranocchi di Pesaro e trasformata in un relais di assoluto prestigio, gioia per gli occhi e fonte di pace per l’anima.

Rosy e Giovanni Ranocchi

villa matarazzo

Villa Matarazzo prima della ristrutturazione

La nuova generazione della famiglia Ranocchi

struttura

La struttura
della villa

parco

Il parco
e i suoi giardini

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La sala
ristorante

Il piccolo borgo
di Fanano

Il nome Fanano, è di origine romana: Fundus Fanianus, cioè podere di Fanio, forse un abitante di un antico centro tra il valico della Siligata e Cattolica.
Nel corso delle invasioni barbariche è facile presupporre che alcuni abitanti salirono su questa collina fondando il Castrum Fanani, il castello di Fanano, dove castello equivale a paese. A partire poi dal secolo XI fino a tutto il XIV, il territorio fu assoggettato all’Arcivescovado di Ravenna, avendolo ereditato dalla Pentapoli Bizantina.

Con l’avvento dei Malatesta la storia di Fanano si fonde con quella della più importante Gradara, passando poi per le signorie degli Sforza, dei Della Rovere e della dominazione Pontificia (1631). Fanano fu teatro di scontri in quanto collocato lungo la linea gotica, ovvero l’ultimo fronte di guerra in Italia dall’agosto del ‘44 all’aprile del ‘45. Al centro di Fanano si trova l’antica chiesa parrocchiale, risalente al 1200 circa e dedicata a S. Michele Arcangelo.

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