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GRADARA

Panorama notturno del castello di Gradara da Villa MatarazzoA soli 2 Km. da Villa Matarazzo potrete visitare Gradara, conosciuta per la sua storica Rocca malatestiana e il borgo fortificato che rappresentano una delle architetture medioevali meglio conservate d'Italia, raggiungibile anche a piedi da Villa Matarazzo con un facile percorso trekking. Visitando il castello di Gradara non si può che restare affascinati dalla storia di Paolo e Francesca e del loro amore.

Il castello, teatro di eventi, spettacoli e rievocazioni storiche, è protetto da due cinte murarie, la più esterna delle quali si estende per quasi 800 metri, rendendo la struttura imponente. Particolarmente suggestiva è la vista della Rocca e del sottostante borgo storico nelle ore notturne. Grazie alla sua posizione geografica Gradara è stata un crocevia di traffici e genti fin dai tempi antichi: durante il periodo medioevale la fortezza è stata uno dei principali luoghi degli scontri tra le milizie fedeli al Papato e le turbolente casate marchigiane e romagnole.

Il dominio dei Malatesta su Gradara terminò nel 1463 con l'uomo d'arme e mecenate Sigismondo Pandolfo Malatesta: scomunicato da papa Pio II, Sigismondo si scontrò con il Duca Federico da Montefeltro, che assediò Gradara per conto della Chiesa. La fortezza, che aveva resistito a numerosi assedi in passato, in quella circostanza dovette arrendersi e, sebbene non espugnata, venne consegnata in vicariato dal Papa agli Sforza di Pesaro, fedeli alleati della Chiesa.

Da quel momento Gradara passò sotto diverse dominazioni e alcune tra le più importanti casate della penisola si contesero il possesso: i Della Rovere, i Borgia, i Medici hanno passeggiato per i saloni del castello, confermando il ruolo da protagonista della fortezza malatestiana nel complicato e tumultuoso scenario politico dei territori pontifici situati tra le Marche e la Romagna.

Dal 1641 Gradara passò sotto il controllo diretto dello Stato della Chiesa e iniziò la sua lunga agonia. Quando, nel 1920, la famiglia Zanvettori acquistò la Rocca di Gradara finanziandone la ristrutturazione, il castello era ridotto ormai a un rudere.

Nel 1938 la famiglia decise di vendere il Castello allo Stato mantenendone l’usufrutto che decadde dopo la scomparsa della signora Zanvettori nel 1983. In seguito, dopo opere di restauro e ristrutturazione, la Rocca è diventata un museo statale.

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